Vedere l’INFINITO – videoclip ufficiale
Brano di apertura dell’album Io, IA e gli altri
Il 5 febbraio è uscito “Io, IA e gli altri – Risonanze di poesie”, un progetto musicale composto da sette canzoni che nascono come risonanze contemporanee di grandi poesie della letteratura italiana.
Il primo varco di accesso all’album è INFINITO, videoclip ufficiale del brano di apertura.
Non è un’introduzione didascalica.
È una soglia.

La copertina dell’album di James Alma
Un progetto che non mette in musica la poesia, ma la attraversa
Io, IA e gli altri non è un’operazione di “poesia cantata”.
Non prende testi celebri per musicarli, né cerca l’imitazione formale.
Le canzoni dell’album sono rielaborazioni artistiche originali, che mettono in dialogo tre livelli:
- la poesia classica, come deposito di senso profondo
- la sensibilità dell’uomo contemporaneo, spesso frammentata e disorientata
- l’intelligenza artificiale, intesa non come sostituto creativo, ma come strumento di risonanza
Il risultato non è una fusione, ma una tensione viva tra linguaggi diversi.

INFINITO: il punto di partenza
Il brano INFINITO prende ispirazione da L’Infinito di Giacomo Leopardi, non per riprodurne i versi, ma per riattivarne il nucleo concettuale:
il limite, il silenzio, l’oltre, l’immaginazione come spazio non misurabile.
Il videoclip traduce questa tensione in immagini:
una figura centrale, i suoi doppi, lo sguardo rivolto verso l’infinito.
Non c’è spiegazione. C’è una direzione.
Un percorso poetico sull’identità umana
Nel corso dell’album, i brani entrano in risonanza con altre opere fondamentali della poesia italiana, tra cui:
- Eugenio Montale
- Giuseppe Ungaretti
- Ugo Foscolo
- Salvatore Quasimodo
- Francesco Petrarca
- Alda Merini
Queste voci non vengono citate né imitate, ma attraversate.
Il percorso, rielaborato da James Alma, conduce verso un tema centrale:
la crisi identitaria dell’uomo contemporaneo, spesso ridotto a sola materia, a funzione, a dato.
E insieme, verso una domanda più profonda.
Io, IA e gli altri: una domanda aperta
L’album prova a interrogarsi su ciò che accade quando:
- l’io umano
- la memoria poetica
- e l’intelligenza artificiale
si incontrano nello stesso spazio creativo.
Non per trovare risposte definitive, ma per riaprire il senso.
Un ingresso, non una spiegazione
INFINITO è il punto di ingresso nel progetto Io, IA e gli altri.
Non racconta tutto.
Non chiarisce tutto.
Mostra una direzione.
E invita ad attraversarla.
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